Lunedì, Maggio 19, 2008
La Verona che vuole vivere, l'Amministrazione che oltraggia la memoria di un morto.
Noi, al contrario, pensiamo che Verona debba continuare a guardarsi allo specchio e ad interrogarsi seriamente per riconoscere la matrice delle troppe aggressioni degli ultimi anni, culminate nell’assassinio di Nicola. Chi ha manifestato ha condiviso la volontà di costruire una Verona diversa, accogliente, libera, senza paura. Ha visto centinaia di veronesi senza bandiere aprire il corteo camminando, in un silenzio carico di dolore e di significato, dietro lo striscione arancio “Nicola è ognuno di noi”. Ha visto migliaia di persone (associazioni, movimenti, centri sociali, gruppi antagonisti) gridare slogan contro il fascismo. Ha visto migliaia di persone, in coda al corteo, manifestare dietro le insegne dei partiti che hanno voluto essere in piazza. Una manifestazione costruita dal basso, pubblicamente, con un’assemblea aperta alla cittadinanza.
Di fronte a tutto ciò Tosi vede solamente una vetrina rotta, e qualche scritta. Continua, come sempre, a indicare la pagliuzza senza vedere la trave, a parlare di panchine invece che di persone, di divieti invece che di rapporti umani. Di piazze da ripulire invece che di piazze da vivere e da riempire. Noi non strumentalizziamo nessuno, non infanghiamo nessuno. Non intendiamo monopolizzare la memoria di nessuno. Vogliamo solo ribadire che al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi, e che questo non deve mai più accadere.
Non solo Tosi, a cui la città dovrebbe chiedere i danni per le continue dimostrazioni di intolleranza. Anche Bonfante, del PD, forse non si rende conto della gravità delle sue dichiarazioni. Paragonare una vetrina rotta all’assassinio di un ragazzo, questo sì che è un atto irresponsabile, e che infanga la memoria di chi è stato ucciso. Ma a noi tutto questo interessa poco. Ci interessa raccontare di una città che per un giorno è stata viva, partecipata e diversa. Dovrebbe esserlo tutti i giorni.
Passata solo qualche ora, l'Amministrazione ha risposto ai diecimila manifestanti e alla città intera rimuovendo tutti i fiori, i biglietti, i cartelli e i segni di partecipazione che gli amici di Nicola e decine di cittadini e cittadine hanno portato in queste settimane nel luogo dell'aggressione, a Porta Leoni. Ora, lì, c'è il vuoto dell'oblio e della rimozione. Lo sdegno ci impone poche parole: questa non è solo intolleranza, questa è assenza di pietà per un morto, mancanza di rispetto e disprezzo per i tanti segni di un lutto pubblico e civile che rappresenta la parte sana di Verona. Tosi e la sua amministrazione, con questo atto, dimostrano di non avere la dignità di ricoprire alcun ruolo pubblico. Vergogna!
non ci lasciano più neanche la memoria
Solidarietà: eravamo venuti coi colori della memoria vogliono ricondurci a un oblio patinato di grigio. Compagni veronesi continuate lo spirito di questo corteo...
nicola è ognuno di noi
" VERGOGNA " a lettere cubitali all'Amministrazione Comunale e al Suo Sindaco Tosi che se avessi un solo bricciolo di dignità dovrebbe andarsene a casa . Grazie al Comitao Organizzativo
Raffaello Milano
vergognatevi voi che avete fatto della sua tragica scomparsa un motivo per politicizzare tutto. non sono bastati i media, ora ci mancavate solo voi che parlate ancora di compagni e lotta al fascismo. il fascismo non c'è più, e la lotta va fatta contro un'altra cosa ben più grave: l'ignoranza, che non ha parte politica, non è di destra nè di sinistra, ed è il male peggiore del nostro tempo.
dite che la vostra non è una strumentalizzazione, ma le vostre parole dicono il contrario.
il tommo è (perchè per me E', e sempre resterà tale) un mio caro amico e non potete capire la rabbia che provo nel vedere strumentalizzato quello che gli è successo.
se gli aveste voluto veramente bene avreste lasciato la politica (e il sindaco, che con tutto ciò non centra proprio nulla) da parte.
voi mi indignate.



